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Imprenditore vs Manager: quali competenze?

di Daniela Patruno | Settembre 2023



Sull’essere imprenditore molto si è scritto utilizzando varie lenti e varie angolature. Qui ci concentriamo sul contenuto della parola impresa che riguarda l’idea di una progettualità forte affiancata da molte qualità tra le quali la determinazione, il coraggio e l’orientamento al risultato, il tutto molto spesso tradotto in una grande qualità: una leadership fortemente caratterizzata dalla visione.

Questo significa da parte dell’imprenditore uno stile orientato dalla capacità di prevedere ed allo stesso tempo di saper influenzare il mercato di riferimento con i propri prodotti. A fianco a questo molto frequentemente si coglie una particolare attenzione all’impatto sociale, dettato da attenzione al contesto e alle persone che contribuiscono alla vita dell’impresa.


Molti sono gli imprenditori e le imprenditrici che mi è capitato di affiancare come consulente di sviluppo organizzativo che, nel descrivere la storia della loro esperienza, sottolineavano tra l’altro l’importanza dell’attenzione a coloro che erano coinvolti nella vita dell’azienda.


Ecco che qui è importante ricordare come l’imprenditore ha il ruolo di condurre l’impresa nelle acque più o meno turbolente, mentre l’azienda con la sua complessità organizzativa viene gestita da manager e collaboratori attenti a tradurre la volontà imprenditoriale in azioni volte all’attenta gestione operativa ed al rispetto di tutti i vincoli nei quali l’azienda opera. L’imprenditore detiene il rischio che condivide con i manager che sono al suo fianco.


I valori dell’impresa da chi sono determinati?

I valori dell’impresa sono determinati dall’imprenditore, ma condivisi in modo più o meno esplicito e dichiarato con i suoi collaboratori.


Da un lato troviamo i valori dichiarati o mostrati come esempio da parte del fondatore e dall’altro la necessità nello scegliere e soprattutto nell’ inserire i manager competenti ed orientati nel realizzare le traiettorie e le importanti intuizioni imprenditoriali.

Ma come risultare manager rispondenti a queste aspettative?

Non ci sono ricette, ma possiamo riflettere su alcuni comportamenti manageriali che possono ben affiancare la realizzazione degli obiettivi individuati con comportamenti coerenti.

Infatti i manager dovrebbero essere i portatori delle competenze specialistiche e capaci di gestire i propri team condividendo con l’imprenditore la disponibilità alla pro-attività coniugata con l’intuito, con l’apertura al dialogo ed al confronto, con la tensione alla competizione rispetto agli obiettivi da realizzare. Allo stesso tempo attenti a rivedere la struttura organizzativa ed i suoi processi col fine di riadeguarli per affrontare la complessità e l’imprevedibilità caratterizzanti oggi il contesto macroeconomico.


Altre sono le qualità manageriali che ho visto apprezzare e sono state il vero contributo al successo aziendale. Per esempio, l’intelligenza sociale definita come disponibilità a comprendere l’ambiente culturale, cioè il senso di responsabilità nell’apportare il proprio contributo sapendo cogliere i tratti cognitivi e di identità culturale dell’impresa. Assieme all’intelligenza sociale altrettanto importante è l’auto-controllo, cioè la maturità emozionale nel saper gestire le proprie emozioni nelle relazioni ai diversi livelli e nel saper contenere il livello di stress presente. La disponibilità al dialogo ed all’efficace gestione delle relazioni interpersonali con adeguata dose di empatia sono altri aspetti determinanti per arricchire il senso della propria presenza manageriale e nel saper contribuire alla costruzione di un clima fattivo.

Non si tratta però solo di adeguarsi alla specifica realtà! Proprio perché i manager vengono inseriti nei momenti di evoluzione o di trasformazione dell’impresa. Pertanto, a loro viene assegnato il rilevante compito di affiancare l’imprenditore e l’insieme dei collaboratori in questi passaggi, sapendo comprendere e gestire le resistenze attivate dai cambiamenti.

Assieme a questo primo generico quadro di competenze e qualità manageriali richieste, secondo me, è importante aggiungere la disponibilità e l’impegno ad “imparare ad imparare” come sottolinea Schein, sapendo non solo proporli attraverso il proprio esempio, ma attivandosi nel saperli innescare nella cultura organizzativa così da renderla elemento diffuso e condiviso con tutti.

Seguendo questi stimoli emerge come ai manager venga richiesta di conseguenza la capacità di contribuire alla co-evoluzione culturale dell’impresa che rappresenta l’humus indispensabile per la potenziale evoluzione del sistema organizzativo nelle sue componenti hard e soft, senza mai dimenticare di saper mantenere la distinzione delle differenze di ruolo tra imprenditore e manager.

Le qualità richieste a tutti gli attori in gioco per reggere questi passaggi potranno essere approfondite in una prossima riflessione, ricordando sempre che qualsiasi inserimento di manager o qualsiasi progetto di cambiamento anche assistito da un consulente OD deve essere gestito bilanciando la coniugazione degli obiettivi aziendali con l’attenzione alla loro sostenibilità da parte di tutte le persone.

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